Ambiente & Territorio

Cagliari Capitale dell'Ambiente
Per una transizione del territorio e dell’ ambiente sostenibile per la Capitale, che sia portatrice di benessere ed occupazione

Il programma di lavori pubblici, data la buona situazione di bilancio esistente, è stato in questi cinque anni ingente. La qualità è spesso contestata. Sull’edilizia residenziale pubblica (ERP) nessun nuovo intervento è in cantiere, e tanti progetti vecchi devono essere realizzati. L’edilizia sportiva ha subito troppi ritardi. Ad oggi non si vede alcune soluzione per lo stadio S. Elia.

  1. Nuovi criteri di qualità nell’esecuzione dei lavori pubblici
  2. Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche
  3. ­Gestione partecipata dei condomini
  4. Piano straordinario per l’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica)
  5. Rivisitazione e ridiscussione strategica sul patrimonio ERP esistente
  6. ­Piano di gestione rinnovato del patrimonio di edilizia sportiva e scolastica
  7. ­Nuovi criteri di qualità nell’esecuzione degli interventi di edilizia sportiva

Mentre si è portato a compimento il piano dei litorali, mancato tutti gli altri atti di programmazione urbanistica, a partire dal PUC (Piano Urbanistico Comunale), per arrivare sino ai documenti programmatori minori come il Piano dei colori. L’edilizia privata è il settore più in sofferenza dell’amministrazione comunale, e per alcuni versi la  situazione è peggiorata. L’ambiente non è un settore a cui il Comune, sbagliando, ha prestato attenzione.

  1. ­ Entro due anni adottare ed approvare il nuovo PUC
  2. ­ Entro un anno approvare il nuovo regolamento edilizio
  3. ­ Completare il processo di reingegnerizzazione e di riorganizzazione del servizio edilizia privata
  4. ­ Entro un anno redigere ed approvare il piano di gestione del Parco di Molentargius
  5. ­ Entro un anno rilanciare, dal punto di vista produttivo e dell’ambiente, la laguna di Santa Gilla
  6. ­ Entro un anno approvare un piano contro l’amianto
  7. ­ Entro un anno lanciare un progetto organico sull’agricoltura sociale

Sui rifiuti Cagliari fa pagare tantissimo ai cittadini, per un servizio scadente, che non è stato cambiato. Si finanziano nuove discariche. Il Comune di Cagliari non ha mai prestato una attenzione strategica al tema dell’inquinamento. Le spese in illuminazione pubblica sono ingenti, e non si è investito sulla transizione energetica

  1. Rivisitazione complessiva di tutto il ciclo dei rifiuti nel primo anno di governo
  2. ­Attuazione della strategia “rifiuti zero”
  3. Sull’illuminazione pubblica, e su tutte le tematiche affrontate dal PAES (Piano d’azione per l’energia sostenibile), una transizione energetica, con obiettivi certi e quantificabili, da attuare in cinque anni
  4. ­Approvazione, entro un anno, di un piano sull’amianto
  5. ­Approvazione, entro un anno, di un piano di risanamento acustico.

Diversi progetti bloccati dal 2011 sono stati successivamente sbloccati. Alcuni processi sono stati attuati senza coinvolgere la popolazione. Il CTM ha conosciuto una conflittualità coi lavoratori che va risolta. La polizia municipale ha bisogno di nuova linfa e di un nuovo corso

  1. ­ Rinnovare ed approvare il nuovo Piano Urbano della Mobilità (PUM) entro due anni
  2. ­ Rivisitazione strategica del sistema di linee del CTM
  3. ­ Rivisitazione strategica dei soci e delle modalità di governo del CTM
  4. ­ Discussione partecipata sugli adeguamenti funzionali delle ZTL (Zona a Traffico Limitato) e le ZP (Zone pedonali) esistenti, ed eventuale programmazione di nuovi interventi
  5. ­ Rivisitare modalità di utilizzo del parcheggio di viale Regina Elena
  6. ­ Autobus notturni
  7. ­ Snellimento e velocizzazione dei lavori della metropolitana
  8. ­ Messa in rete e sistematizzazione dei chilometri di piste ciclabili presenti
  9. ­ Miglioramento delle politiche per una mobilità sostenibile: piste ciclabili, car sharing, scooter sharing, bike sharing
  10. ­ Entro un anno approvazione ed entrata in vigore di un piano strategico per lo snellimento ed il miglioramento organizzativo della polizia municipale

 

7 Commenti

  1. Ignazio Meloni

    aprile 24, 2016

    Non vorrei che con la raccolta porta a porta Cagliari diventasse un grande mondezzaio con tanti sacchetti di spazzatura per le strade in attesa di essere raccolti (se verranno raccolti).
    Avete un’idea esatta di come organizzare la raccolta o è meglio lasciare le cose come stanno, magari aumentando i controlli e le sanzioni?
    Non tutte le città possono permettersi la raccolta porta a porta.

  2. Enrico Lobina

    aprile 25, 2016

    Ciao Ignazio,
    a Formia, col cui assessore collaboriamo, fanno il porta a porta e va tutto benissimo. Cagliari è una città più grande, ma faremo un ottimo lavoro anche qua.
    Dopo un periodo iniziale di assestamento, dove ci potranno essere problemi, la città beneficerà tantissimo del porta a porta. Ci saranno posti di lavoro in più, la città sarà più pulita, l’aria sarà meno inquinata.

  3. Nuccio Monello

    maggio 10, 2016

    La raccolta “porta a porta” è una soluzione ispirata al medioevo, tesa unicamente a inventare posti di lavoro (leggasi “voti”) da gestire a cura della ben tristemente nota kasta.
    Basterebbe una semplice considerazione… é meglio che “MOLTI” possano usare durante le 24h tali capillari depositi o che “POCHI”, in determinati orari, vadano a raccattarli a domicilio ?
    È pazzesco … siamo di fronte ad un vergognoso e deprecabile processo regressivo.

    Quartu docet …

  4. Riccardo Schirò

    maggio 10, 2016

    Ciao Nuccio, non è escluso che si possano valutare, ed applicare, anche sistemi diversi dal porta a porta, a condizione che siano maggiormente idonei al raggiungimento dei più elevati livelli di raccolta differenziata richiesti dall’ Unione Europea. Considera che è essenziale che il rifiuto venga adeguatamente selezionato, affinché la differenziata svolga una finalità utile alla collettività, ciò significa che dopo la selezione si deve poter attivare una filiera del riciclo, riuso e riutilizzo. Tutto ciò deve avvenire nel rispetto dei principi di economicità ed efficenza.

  5. Daniela Cimino

    giugno 3, 2016

    Ciao,
    vorrei sapere cosa intendete esattamente con approvazione del nuovo PUC, intendete fare delle varianti all’attuale PUC approvato? La spiegazione del sito è un po’ generica e sarei interessata a saperne di più.
    Grazie mille

    • Enrico Lobina

      giugno 4, 2016

      Ciao Daniela,
      vogliamo scrivere un nuovo PUC. Il PUC vigente, infatti, risale al 2004.

  6. Susanna Galasso

    giugno 5, 2016

    Ciao Daniela,
    Lo strumento urbanistico attuale è stato approvato nel 2004 ma le linee programmatiche sono del 1996. Si è rivelato inadeguato alle esigenze della città. Se guardi il programma completo troverai sicuramente, almeno spero, risposte alle tue domande.

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