Codice Etico

Codice etico di Cagliari Città Capitale

Il codice etico di Cagliari Città Capitale raccoglie pratiche e azioni concrete che chi ricopre incarichi elettorali e di libera designazione deve compiere, al fine di assicurare una gestione politica condotta nell’interesse della comunità ed esercitata in stretta vicinanza ai cittadini.

Cagliari Città Capitale viene condotta con meccanismi di trasparenza nel finanziamento e nel rendiconto, democratici e popolari, e con spazi reali di partecipazione e decisione della cittadinanza.

È necessario garantire che tutti possano dedicare il tempo necessario alla gestione pubblica e alle funzioni pubbliche e, nello stesso tempo, eliminare i privilegi di coloro i quali hanno per lungo tempo approfittato dell’attività politica.

Cagliari Città Capitale parte dalla fiducia e dall’impegno che i mandanti manterranno con le persone che andranno a ricoprire incarichi di responsabilità pubblica, e rappresenta inoltre uno strumento di appoggio, supervisione e controllo della sua attività.

Le persone che ricopriranno incarichi pubblici su mandato conferito, impiegando il presente codice di etica politica, si impegnano ad adoperare gli strumenti e i meccanismi legali necessari affinché questi princìpi etici si trasformino in norma obbligatoria per tutti gli amministratori.

Il presente codice etico vuole essere dinamico e sintetico.

I princìpi raccolti nel presente codice etico impegnano le persone designate che occuperanno incarichi elettivi, compresi quelli di libera designazione, e che saranno nominati nelle altre istituzioni dove la municipalità ha partecipazione finanziaria e negli spazi decisionali.

Il candidato si impegna a:

1.1. Rispettare quanto stabilito nel programma politico dei mandanti e agire come loro rappresentante, rispettando le decisioni prese nei meccanismi democratici dell’Assemblea e che hanno prodotto l’investitura, promuovendo la corresponsabilità politica di tutte e tutti.

1.2. Rendere pubbliche le agende politiche, per rendere visibile con chi si incontra e gli argomenti che tratta. Si renderanno pubblici anche gli atti delle riunioni.

1.3 Rendicontare le entrate, i beni e i rendimenti patrimoniali, così come tutti i dati necessari per stabilire possibili conflitti di interesse e l’elaborazione di incontri (audit) con i cittadini. Questo impegno si estenderà per i 3 anni seguenti l’abbandono della funzione pubblica.

1.4. Rendere pubblici i criteri di contrattazione degli incarichi di libera designazione.

1.5. Rendiconto del proprio operato alla cittadinanza, in aula e mediante strumenti virtuali, assembleari, democratici e aperti a tutti gli appartenenti.

1.6. Accettare la censura (e revoca, nel caso) di consigliera/e dall’incarico di libera designazione, per cattiva gestione o per mancato compimento del programma, evidente e non giustificato. Affinché ciò sia possibile, si stabiliranno meccanismi di garanzia e valutazione dell’operato dei designati a ricoprire incarichi pubblici, e la cittadinanza avrà il diritto e il dovere di partecipare attivamente nel controllo e verifica del lavoro degli incaricati pubblici per garantire una corretta e onesta applicazione di questo principio.

1.7. Mantenere un rapporto costante con i collettivi, associazioni, organizzazioni che versano in situazione di vulnerabilità, garantire lo spazio necessario nelle proprie agende per riceverli e fornire risposte alle loro proposte.

1.8. Garantire la partecipazione della cittadinanza nelle decisioni rilevanti e nel posizionamento politico su temi strategici e progetti di impatto sociale, ambientale o urbanistico nel territorio, tenendo in debito conto i principi di sussidiarietà e solidarietà.

Tutte le persone che occupino incarichi elettivi e di designazione si impegnato a rispettare e promuovere quanto stabilito dalla convenzione di Aarhus.

Il candidato si impegna a:

2.1. Essere trasparente nella sua attività, pubblicando i dati disaggregati in riferimento ai redditi e alle spese che gestirà.

2.2. Mettere un limite massimo alle donazioni private.

2.3. Rinuncia esplicita di prestiti bancari e donazioni di privati che possono limitare l’indipendenza politica del candidato. Il designato ha un impegno esplicito per lavorare con gli istituti bancari etici.

2.4. Un chiaro impegno a una drastica limitazione di spesa della campagna elettorale.

2.5. Promuovere il piccolo patrocinio finalizzato ad azioni e bisogni specifici.

2.6. Non utilizzare fondazioni o entità giuridiche per finanziarsi con risorse e meccanismi poco trasparenti e con obiettivi diversi da quelli del programma elettorale.

2.7. I candidati faranno un uso del finanziamento in coerenza col presente codice etico e coi suoi valori (senza generare dipendenze o clientelismo).

Le persone con incarichi elettivi e di libera designazione si impegnano a:

3.1. Rinunciare a doni e privilegi che possano essere offerti loro dalla condizione di appartenenza e che può significare un trattamento di favore.

3.2. Nessun duplice incarico nelle istituzioni, ad eccezione di quelli relativi al loro status di consigliere (amministratore).

3.3. Limitare il mandato a 2 mandati consecutivi, eccezionalmente rinnovabile quando ciò avvenga a seguito di un processo di discussione e validazione pubblico.

3.4. Impegno a dimettersi o possibilità di licenziamento immediato di tutti gli incarichi, a seguito di imputazione da parte della magistratura di reati contro la pubblica amministrazione connessi alla corruzione, trasgressione a scopo lucrativo, arricchimento ingiusto attraverso risorse pubbliche o private, corruzione, appropriazione indebita e appropriazione indebita di fondi pubblici, sia per il proprio vantaggio o per favorire soggetti terzi. Così come nel caso di rinvio a giudizio per i reati di razzismo, xenofobia, violenza di genere, omofobia o altri crimini contro i Diritti Umani o i diritti dei lavoratori.

3.5. Ogni candidato di Cagliari Città Capitale, al momento dell’accettazione della candidatura, non deve trovarsi in una delle condizioni soggettive descritta dal punto 3.4.

Il candidato si impegna a:

3.6. Facilitare la conciliazione tra vita lavorativa e politica, istituendo meccanismi di sostegno per gli incarichi pubblici durante il ritorno al mondo del lavoro se non se ne trova uno.

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